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Rivarotta: la Storia

La presenza di castellieri nelle immediate vicinanze del centro abitato, a nord sulla riva sinistra e a sud sulla riva destra del Fiume Stella, sottolinea che fin da epoca preromana c'erano insediamenti umani (antropici) lungo il corso dello Stella, come in questo suo preciso tratto. Rivarotta segui le vicende del resto del territorio, definibile come Friuli dal punto di vista geografico.

Solo verso la fine del 13° secolo e inizio del 14°, i particolarismi e le vicende familiari portarono i centri e le ville a vivere vicende e storie autonome, pur trovandosi a distanza relativamente breve tra di loro. Nel 1308 i ministeriali di Rivarotta e Varmo si misero in lega con i Signori di Prata, Porcia, Villalta e Strassoldo, per difendersi contro chiunque, eccetto il Patriarca. L'alleanza con ques'ultimo durò anche quando Palazzolo e Monfalcone si misero contro il Conte di Gorizia, per rendere più forte il Patriarcato. Gianfrancesco di Castello occupò Rivarotta e Palazzolo attorno all'anno 1351, quindi in questa data si può considerare Rivarotta in possesso della Contea Goriziana.

Nel 1388 le truppe del Visconti guidate dal Carraresi, conquistarono molte ville grosse del Conte di Gorizia e si spinsero fino a Palazzolo. Nel frattempo, la potente famiglia dei Savorgnani si impossessa di alcune importanti ville della Bassa Friulana, e tra queste anche Driolassa, nelle vicinanze di Rivarotta. In seguito furono i Colloredo ad esercitare la loro podestà su Driolassa.

I Savorgnani, che iniziarono come gastaldi, aumentarono la loro sfera di influenza e presero possesso anche della Villa di Teor e Palazzolo. Nel 1412 le truppe di Venezia, guidate da Tristano, conquistarono Palazzolo e rasero al suolo e devastarono i Borghi e le Ville nei dintorni, che appartenevano al Conte di Gorizia. Agli inizi del 160 secolo i Savorgnani governarono Palazzolo e le ville circostanti per conto di Venezia. Alla metà del 16' secolo gli Austriaci governarono il Friuli e Rivarotta risultava sotto la podesteria di Marano. E' necessario sottolineare che sotto l'Arciduca d'Austria, le fortezze di Rivarotta, Campomolle, Gonars, San Gervaso e altre erano sotto la giuridizione di Marano; quindi anche nell'epoca in cui Venezia controllava e dominava il territorio, Rivarotta rimane sotto il dominio austriaco. Fin dal 1517 gli Arciduchi, insediatisi a Gradisca e a Marano, molestavano i sudditi del Patriarca trattandoli come veneti, quindi nemici.

La dominazione austriaca in Rivarotta continua anche quando nel 1533 Venezia domina su alcune ville della Bassa Friulana, tra le quali Chiarmacis a nord di Rivarotta. A tutto il secolo diciassettesimo, Rivarotta è dominata dalla nobiltà austriaca, come riportano i documenti. Nel 1797 gli austriaci dovettero cedere ai francesi di Napoleone il Friuli compreso tra il Livenza e l'Isonzo. In seguito, con la pace di Campoformido, il 17 ottobre 1797, Napoleone cedeva all'Austria tutte le terre italiane fino all'Adige, quindi anche il Friuli, che fu dominato dagli Asburgo per sette anni. Nel 1805 i generali di Napoleone invasero nuovamente il Friuli, che venne incorporato nel Regno Italico, fino all'Isonzo.

Due anni dopo il confine fu spostato sullo Judrio. Nel 1815, con la pace di Vienna, il Friuli fu incorporato nel Lombardo-Veneto. Durante il Risorgimento furono particolarmente importanti in Regione le imprese dei mazziniani Antonio Andreuzzi e Giovan Battista Cella. Quest'ultimo visse a Rivarotta presso la famiglia Filaferro. Tutto il territorio del Friuli subì l'invasione austriaca durante la Grande Guerra e di questa occupazione si vedono tuttora i segni.
(Arch. Raffaele Pividori - tesi di laurea "Progettazione di un Centro Agrario Sperimentale a Rivarotta nella Bassa Friulana")