
Nel secolo XIV i nostri territori erano così suddivisi: i signori dei castelli di Belgrado, dipendenti con alterne vicende dai conti di Gorizia fino al 1515, avevano giurisdizione su metà Teor, su metà Driolassa, su Flambruzzo, su Sivigliano, e così via.
Ai signori di Colloredo era soggetta l'altra metà di Driolassa;dai Savorgnano di Ariis dipendeva l'altra metà di Teor e di Rivignano: quest'ultima località fu soggetta anche ai signori di Belgrado.
I signori di Strassoldo avevano giurisdizione su Chiarmacis. Campomolle, Rivarotta, San Gervasio, Precenicco, ecc., dipendevano da Maranutto (o Marano nuovo, che sorgeva vicino a Marano, ma in territorio Archiducale austriaco). Questi paesi erano perciò come isole austriache in territorio Patriarcale.
Nel 1420 Venezia occupa il Friuli e mette fine allo stato Patriarcale, dando al territorio una configurazione nuova, ma conservando quasi inalterata la struttura amministrativa ed ecclesiastica. Perciò il passaggio di proprietà dei territori e dei castelli non furono di grande importanza nelle nostre zone. La dieta di Worms del 1521 stabilì fra l'altro i complicatissimi confini fra Venezia e l'Austria nella Bassa Friulana e nel Friuli Orientale. Così Campomolle e Rivarotta, che in epoca patriarcale facevano parte con Maranutto dei territori soggetti all'Austria, restarono austriache.
Con l'investitura veneta del 1515, anche il Feudo di Belgrado con tutti i suoi possedimenti (due parti di Teor, Rivignano, ecc.) passarono alla famiglia dei Savorgnano. L'altra parte di Teor apparteneva già ai Savorgnano di Ariis, pure membri della grande famiglia feudale friulana. Con l'arbitrato dell'Arciduca Ferdinando d'Austria fu riconosciuto che Driolassa, Chiarmacis, Flambruzzo, Sivigliano, ecc., dovevano restare sotto Venezia.
Tale situazione rimase immutata fino alla pace di Campoformido del 1797 quando la Repubblica Veneta venne abolita da Napoleone ed il suo territorio ceduto all'Austria. A seguito della pace di Presburgo del 1805 (dopo la vittoria Francese di Napoleone ad Austerlitz) tutta la nostra Regione venne incorporata nel Regno Italico di Napoleone (30 marzo 1806). Il Friuli divenne un Dipartimento o Prefettura del nuovo Regno, e la sede del Dipartimento fu stabilita a Passariano (Villa Manin). Il Dipartimento è diviso in Distretti, questi in Cantoni ed i Cantoni in comuni.
Questa nuova definizione amministrativa portò alla scomparsa del Comune come precedentemente era costituito, cioè formato da un singolo Paese, governato dal degano. Vennero istituiti i Comuni attuali formati da un Capoluogo e dalle Frazioni, con a capo il Sindaco, che era nominato dal Prefetto del Dipartimento.
Vennero pure aboliti tutti i vecchi diritti feudali e tra le altre cose fu introdotta anche la coscrizione militare obbligatoria, che in Friuli nei secoli precedenti non esisteva. Con Napoleone invece erano obbligati alla leva tutti i giovani fra i 20 ed i 25 anni. Ne erano esclusi gli ammogliati, i chierici 'in sacris', i vedovi con figli, gli orfani di padre e gli ammalati. Tolti questi che erano esenti, veniva compilata una lista di coscritti ed in apposite urne si mettevano delle cartelle numerate: si procedeva quindi al sorteggio. Quello a cui toccava in sorte il numero uno partiva per primo, seguito da quello cui era toccato in sorte il numero due e cosi progressivamente fino a completare il numero fissato dal contingente; gli altri che restavano esclusi dal servizio militare erano chiamati riservisti. I disertori ed i refrattari - che erano molti - venivano rimpiazzati da altrettanti riservisti. Questo tipo di coscrizione di leva militare rimase in vigore per tutto l'ottocento e dà ciò derivò il detto 'là a gjavà il numar' che usavano i vecchi per indicare la coscrizione di leva. Il Regno Italico di Napoleone finì per il Friuli il 24 ottobre 1813, cioè pochi giorni dopo la battaglia di Lipsia. L'Austria rioccupò il Friuli fino al 1866, quando divenne parte del Regno d'Italia con la terza guerra d'indipendenza. Conservò tuttavia le forme amministrative (Comuni e loro territorio) e l'obbligatorietà del servizio militare come introdotto da Napoleone.
(Ricerca di Fulvio Massarutto, Pierina Collovati e Nadia Castellani da Enciclopedia monografica del Friuli - Venezia Giulia e da una precedente ricerca di don Giuseppe Burba di Teor).