

Il Comune, nella forma e dimensione attuale, deriva dalla decisioni napoleoniche di riassetto del territorio, conseguenti all’invasione del 1805 e la pace di Vienna del 1815. Prima di quelle decisioni ogni frazione era un Comune: Comune di Rivarotta, Comune di Chiarmacis, Comune di Driolassa, Comune di Teor, Comune di Campomolle, diversamente soggetti alla potestà Asburgica o a quella della Serenissima: Napoleone riunisce i cinque paesi in un unico Comune. Dal 1866 (terza guerra d’indipendenza) il Comune di Teor, con la restante parte del Friuli (escluso il Friuli orientale) entra a far parte definitivamente del Regno d’Italia.
Dal 1866 e salvo "brevi" interruzioni per le invasioni nemiche delle due guerre mondiali, il Comune di Teor non ha subito variazioni territoriali, né scossoni storici., E - piano, piano - dal 1866 assume nei suoi uffici le principali competenze che tuttora lo caratterizzano, a partire dall’Ufficio e dalla tenuta dei Registri dello Stato Civile (1871) e dell’Anagrafe (1875); è noto che prima di tale data queste competenze erano esercitate dai Parroci. Dei vecchi Comuni, quelli formati dai singoli paesi, che avevano un’Amministrazione ed una gestione propria, dopo Napoleone, rimane solo la rappresentanza separata per frazioni nelle elezioni del Consiglio Comunale: in quel tempo, infatti, ogni Frazione aveva un suo "corpo elettorale", che separatamente ed autonomamente esprimeva i propri rappresentanti. La rappresentanza separata per frazioni in Consiglio Comunale cessa definitivamente per decisione del Consiglio stesso, presa con deliberazione n. 159 del 18 maggio 1924. Per quell’anno (1924) Teor contava 438 elettori, Driolassa 300, Campomolle 147 e Rivarotta 214; come si vede Driolassa contava una rappresentanza elettorale più grande di Rivarotta, forse aveva un numero maggiore di famiglie. In assenza di dati precisi, si può rilevare che gli elettori rappresentavano a quel tempo circa il 30% dell’intera popolazione. Nelle elezioni con rappresentanza separata per frazioni, Teor aveva sei rappresentanti, Campomolle due, Driolassa quattro e Rivarotta tre: quindici Consiglieri in totale. Attualmente, pur in assenza di precisi impegni per norma di Statuto o di previsione di legge, nelle elezioni Comunali si tiene conto della realtà dei Paesi, cercando che ogni frazione esprima qualche suo rappresentante in Consiglio Comunale e, per quanto possibile, anche nella Giunta. Tornando alla deliberazione che abolisce la rappresentanza comunale divisa per Frazioni, in essa si rileva che "l’attuale sistema di elezione dei Consiglieri Comunali, divisi per frazioni a termini dell’art. 57 della vigente Legge Comunale e Provinciale, da adito a disparate correnti nel seno della rappresentanza, segnando tendenze campanilistiche e segregrazionistiche"; sottolinea che "per Comune devesi intendere unità d’intenti e di interessi", e per "rinsaldare il vincolo storico di reciproco interesse di tutta la Comunità può contribuire la revoca di un sistema che ... rappresenta oggidì un anacronismo". Per appello nominale la rappresentanza divisa per frazioni in Consiglio Comunale viene abolita con dieci voti favorevoli e quattro contrari (per la cronaca: i tre di Rivarotta ed uno di Teor).
E subito dopo il Consiglio Comunale chiede anche l’aumento del numero dei Consiglieri da 15 a 20, in base al numero degli abitanti (3580). Ma contemporaneamente la Frazione di Rivarotta chiede il distacco da Teor per unirsi a Palazzolo dello Stella e la Prefettura di Udine blocca la richiesta di aumento dei Consiglieri, in attesa di definire la "questione Rivarotta". Se ne occupa il Consiglio Comunale in seduta 28 giugno 1924 (deliberazione n° 167), per confutare le tesi dei frazionisti, che definiscono la domanda "plebiscitaria" e rilevano che "non si può disconoscere agli abitanti di una borgata il diritto di aggregarsi ad un altro Comune", tanto più che "ad esso (Teor) rimarrebbe una popolazione di 2800 abitanti, ben più numerosa di molti Comuni della Provincia, né può supporre che la diminuzione di soli 700 abitanti possa compromettere la vita economica del Comune".
La tesi contraria fa presente che Rivarotta non ha nulla da lamentarsi, né per le distanze, né per i servizi, perché - ad esempio - "a Rivarotta esiste una collettoria postale che assume l’emissione di vaglia ordinari e la spedizione di raccomandate". E alla fine il Consiglio Comunale "delibera di opporsi alla separazione domandata dai frazionisti di Rivarotta", impugnando la stessa richiesta per "nullità", in quanto non presentata dalla maggioranza degli elettori della frazione. La votazione presenta il risultato di undici contro tre non favorevole al distacco di Rivarotta. E’ da notare che i Consiglieri di Rivarotta presenti e votanti in tale seduta erano tre. Il Comune resta quindi "stabilmente" unito, nella configurazione che la dominazione napoleonica gli aveva dato. In questa stabilità si inserisce la legge 142/90 che suggerisce l’accorpamento dei Comuni minori, per la formazione di Comuni di dimensioni più realistiche nel mondo moderno, che si sta sempre più evolvendo come "villaggio globale". Nella realtà del territorio del Comune di Teor, con la contrazione delle nascite, l’aumento della popolazione anziana, l’assenza di iniziative imprenditoriali, lo spopolamento, probabilmente l’effetto della 142 dovrà smuovere, in un futuro nemmeno troppo lontano, la stabilità territoriale di quasi due secoli.
Dal 29 marzo 1992 l’Ente Comune ha un suo Statuto, in cui sono codificate le norme fondamentali ed i principi ispiratori dell’azione e degli intenti del Comune al suo interno e nel confronto con gli altri Enti. Lo Statuto di Teor conferma la difesa del territorio fra le enunciazioni di principio.