

Gli insediamenti abitativi sul territorio si sono distribuiti secondo una antica logica di necessità primaria a carattere pratico; per coltivare la terra bisognava viverci sopra e poter raggiungere i campi - a piedi e con gli armenti (buoi, cavalli, mucche) - entro un tempo di percorrenza ragionevole.
Con tale criterio di un tempo si sono sviluppati, a poco a poco, cinque insediamenti, che fino al 1981 erano considerate frazioni geografiche, ad ogni effetto, anche di legge.
Da tale data, a seguito delle diverse caratteristiche, i Paesi sono stati denominati "centri abitati" dall’Istituto Centrale di Statistica di Roma, e ridotti a centro abitato di Teor, che comprende le ex - frazioni di Teor, Campomolle e Driolassa, e centro abitato di Rivarotta. L’insediamento di Chiarmacis viene invece declassato a "nucleo abitato". L’intero Comune, quindi, ai fini statistici ed ufficiali, resta un’unica frazione geografica. Ai fini locali e sociali, tuttavia, per le effettive differenziazioni esistenti sul territorio e nella mentalità delle persone, si continua a considerare i cinque diversi insediamenti abitativi come paesi diversi, con un proprio "campanile".
I Paesi tuttavia stanno perdendo un pezzo alla volta ogni loro identità: la chiusura delle scuole, elementari e materne, ora riunite in un unico plesso scolastico, sia per la Materna che per la Elementare, la mancanza del Parroco (Campomolle e Chiarmacis), la chiusura dei negozi ed esercizi commerciali, stanno unificando e sopprimendo ogni identità. Già televisione, mass-media, mezzi di comunicazione e trasporto, telefono e mezzi di collegamento, hanno fatto del mondo un piccolo villaggio, in cui ogni identità, anche nazionale o personale che sia, si sta confondendo.

I centri abitati che compongono il Comune sono: